Gli Antichi Originari

Gli Antichi Originari

Posto a 475 metri s.l.m., il Comune di Tavernole sul Mella conta poco più di 1.200 abitanti ma la sua storia è tra le più antiche della Valle. Il nome deriva probabilmente dal latino tabernulae, ad indicare la presenza di piccole osterie poste in un punto strategico, o di officine, in riferimento alla lavorazione del ferro che da sempre connota questo territorio. La storia dell’attuale Comune è svelata dagli Statuti di Cimmo e Tavernole attualmente conservati presso l’Archivio di Stato di Venezia. Il loro trasferimento avvenne probabilmente a metà Ottocento, dopo l’incendio che distrusse la sede comunale di Cimmo. Da quel momento fu individuata come sede del Comune l’edificio di Tavernole, un tempo dimora delle magistrature di Valle. Gli Statuti, realizzati nel 1372, sono da considerare tra i primi documenti ufficiali di un comune in Valle Trompia, segno evidente del fatto che lo stesso Comune fu tra più antichi insediamenti valtrumplini. Proprio con essi si intreccia la vicenda degli Antichi Originari, un gruppo di famiglie distinte dai nuovi arrivati, che basarono la propria sopravvivenza sulla proprietà collettiva. Purtroppo l’assenza di carte che dimostrino i diritti alla proprietà degli Antichi Originari, fu l’elemento scatenante di una serie di vicissitudini legali che per due secoli li vide protagonisti. Solo nel 1895 le antiche famiglie ebbero riconosciuti dal Tribunale di Brescia i propri diritti tornando in possesso dei loro beni. Continuando a gestire le proprietà, la Società degli Antichi Originari ha attraversato il Novecento e oggi si configura come ente morale il cui scopo è l’amministrazione del proprio patrimonio e l’erogazione delle proprie rendite sulla base dello statuto societario.

La precedente denominazione di Comune di Cimmo e Tavernole venne ufficialmente mutata nel 1927 quale riconoscimento della maggior importanza assunta dalla frazione di Tavernole posta a fondovalle e divenuta a fine ‘800 l’abitato più rilevante del Comune.