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LUMEZZANE - I mulini della Val Gobbia

All'inizio dell'Ottocento Lumezzane sembra aver già intrapreso il cammino che lo avrebbe portato a diventare uno dei centri industriali più attivi sul territorio nazionale. A quell'epoca nella valle di Lumezzane, solcata dal torrente Gobbia, si contavano ben 47 ruote idrauliche, parte utilizzate per le officine, parte per mulini, fucine e folli da panni.
I mulini erano 6 e contavano complessivamente 10 ruote azionate dalle acque del Gobbia. Una di queste è ancora oggi visibile nella frazione di Premiano, una grande ruota in ferro collocata fra due muri in pietra diroccati sul greto del torrente. E' la ruota che animava una vecchia officina per la lavorazione dell'ottone di proprietà delle famiglie Frascio e Ghidini, similmente a quanto avveniva in molte altre officine abbandonate alcuni decenni fa, quando la corrente elettrica ha soppiantato l'uso della forza idraulica.
Per tracciare una storia dei mulini presenti sul territorio di Lumezzane si deve far riferimento distintamente alle due comunità di Pieve e S. Apollonio, amministrazioni separate dal XVI secolo fino al 1927. I due comuni erano proprietari di alcuni mulini per la macinazione di cereali, la cui gestione veniva periodicamente affidata in appalto a privati, le cui testimonianze si possono rintracciare in diversi documenti dell'archivio comunale.
Alla Pieve è documentata, a partire dai primi anni dell'Ottocento, la presenza di tre mulini comunali; il mulino di sopra (o di cima) e il mulino di mezzo, entrambi situati nella frazione di Piatucco come risulta anche da due pregevoli disegni tecnici eseguiti nel 1822 dall'ingegnere Andrea Caminada; ve n'era poi un terzo detto mulino del Re, già diroccato nel 1830. Per S. Apollonio le prime informazioni sui mulini risalgono invece già all'ultimo decennio del Settecento, quando tra il comune e il mugnaio Giacinto Prandelli si accende una vertenza per l'imposizione di una tassa sui mulini. Per entrambi i comuni sono ben documentate le attività relative all'affittanza e vendita dei mulini comunali, al loro servizio, ai diversi lavori di manutenzione e restauro.
 
In via di aggiornamento

LUMEZZANE - I mulini della Val Gobbia

All'inizio dell'Ottocento Lumezzane sembra aver già intrapreso il cammino che lo avrebbe portato a diventare uno dei centri industriali più attivi sul territorio nazionale. A quell'epoca nella valle di Lumezzane, solcata dal torrente Gobbia, si contavano ben 47 ruote idrauliche, parte utilizzate per le officine, parte per mulini, fucine e folli da panni.
I mulini erano 6 e contavano complessivamente 10 ruote azionate dalle acque del Gobbia. Una di queste è ancora oggi visibile nella frazione di Premiano, una grande ruota in ferro collocata fra due muri in pietra diroccati sul greto del torrente. E' la ruota che animava una vecchia officina per la lavorazione dell'ottone di proprietà delle famiglie Frascio e Ghidini, similmente a quanto avveniva in molte altre officine abbandonate alcuni decenni fa, quando la corrente elettrica ha soppiantato l'uso della forza idraulica.
Per tracciare una storia dei mulini presenti sul territorio di Lumezzane si deve far riferimento distintamente alle due comunità di Pieve e S. Apollonio, amministrazioni separate dal XVI secolo fino al 1927. I due comuni erano proprietari di alcuni mulini per la macinazione di cereali, la cui gestione veniva periodicamente affidata in appalto a privati, le cui testimonianze si possono rintracciare in diversi documentidell'archivio comunale.

Alla Pieve è documentata, a partire dai primi anni dell'Ottocento, la presenza di tre mulini comunali; il mulino di sopra (o di cima)e il mulino di mezzo, entrambi situati nella frazione di Piatucco come risulta anche da due pregevoli disegni tecnici eseguiti nel 1822 dall'ingegnere Andrea Caminada; ve n'era poi un terzo detto mulino del Re, già diroccato nel 1830. Per S. Apollonio le prime informazioni sui mulini risalgono invece già all'ultimo decennio del Settecento, quando tra il comune e il mugnaio Giacinto Prandelli si accende una vertenza per l'imposizione di una tassa sui mulini. Per entrambi i comuni sono ben documentate le attività relative all'affittanza e vendita dei mulini comunali, al loro servizio, ai diversi lavori di manutenzione e restauro.

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