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La Via dei Mulini

 
La Via dei mulini è un itinerario archivistico attraverso la Valle Trompia e le valli laterali, lungo il fiume Mella e dei torrenti che vi confluiscono, per avvicinarsi ai luoghi e alle vicende legati ai mulini che un tempo si affacciavano su quei corsi d'acqua. E' un percorso tracciato da alcuni documenti conservati negli archivi storici comunali, avvalorato però anche da altre testimonianze, orali e materiali, del passato; un viaggio insieme fisico e virtuale, compiuto attraverso la memoria delle carte, dei luoghi e delle persone, che vuole essere avvio e stimolo alla ricerca.
Agli inizi del sec. XIX si contavano in Valle Trompia circa 40 mulini, che assieme alle numerose fucine e ai forni costituivano gli oltre 120 opifici animati dalla forza dell'acqua. Edifici in alcuni casi ancora visibili, a volte completamente scomparsi, che in ogni caso hanno lasciato nelle carte d'archivio le tracce della loro presenza sul territorio, della loro attività, del ruolo che hanno svolto per la popolazione della valle. Il percorso si snoda in diverse tappe, corrispondenti a luoghi dove un tempo erano attivi alcuni di quei mulini, adibiti alla macinazione dei cereali o ad usi artigianali. I soggetti produttori delle carte sono i comuni che annoveravano quei mulini tra i loro beni, e della cui gestione e manutenzione erano i responsabili.

La Via dei mulini è stata ideata e realizzata all'interno del progetto "Nuvole di carta-una mappa di comunità per viaggiare tra i documenti storici"promosso dal Sistema dei beni culturali e ambientali (Sibca) della Comunità Montana di Valle Trompia in collaborazione con il Dipartimento di Studio del territorio e Ecomuseo di Valle Trompia e sostenuto dalla Regione Lombardiaper la valorizzazione degli archivi storici locali. 
 
 

VALTROMPIA - Clinclinì

Clinclinì è il titolo di uno spettacolo e di una installazione realizzati dall'Associazione Treatro Terre di Confine.
Il titolo dell’azione definisce le linee generali dell’intervento in quanto il personaggio immaginario “Clinclinì” appartiene alla vasta area delle leggende alpine che si raccontavano e che entrano di diritto nel filone della tradizione. La “fata” in questione è una piccola creatura che vive in una grotta e nelle sere d’estate suona melodie incantatrici al pianoforte: soltanto i bambini più attenti, che si mettono al limite del bosco, possono sentirle.
I due concetti che sottendono l’idea alla base di questo lavoro sono per l’appunto i suoni e i personaggi legati all’habitat del bosco. Suoni e personaggi che prendono rilievo nelle due forme del reale e del fantastico. Testimoni di oggi si mescolano alla fantasia e all’immaginazione di fatti leggendari mentre rumori reali si mescolano a suoni e a musiche evocative di suggestioni silvestri.
In un grande bosco, ricreato con la magia del teatro in uno spazio chiuso, i bambini ascoltano attraverso delle cuffie rumori, voci di uomini e donne che narrano, suoni della natura circostante, elementi catartici delle proprie paure per poi incontrare sulle tracce di Pollicino i personaggi (attori) che li condurranno nel mondo della fiaba. Paesaggi boschivi, piante gigantesche e luoghi particolarmente evocativi della Valle Trompia vengono presentati in una video-proiezione, che consentirà di portare il bambino dal bosco inventato al bosco reale e.... a nuovi incontri.
I due filoni della fiaba classica e della fiaba di tradizione si concretizzano negli angoli dello “Spazio praticabile”, sede dell’Associazione. Il primo coincide con la narrazione della fiaba dei fratelli Grimm “Il viaggio di Pollicino”, in cui il figlio di un boscaiolo riscatta la propria diversità superando con arguzia e furbizia una serie di prove che -attraverso un bosco metafora della vita- affronterà di volta in volta con successo per raggiungere poi il focolare domestico, lieto fine della sua maturazione. L’altro filone è caratterizzato dal mix, prettamente bresciano, di filastrocche, ninnananne, storielle di fate e donne dalle gambe caprine che vagano tra i nostri boschi. Tra queste narrazioni si colloca dunque la “Clinclinì”, testimonianza inedita raccontata qui per la prima volta.
I personaggi guida, elementi portanti delle storie, che appaiono nelle azioni teatrali e nelle immagini della video-proiezione sono: ‘l Shelvadeg (l’Uomo Selvatico), una sorta di essere primordiale che vive ai margini della società tra grotte e vegetazione incolta e che, nonostante si faccia vedere raramente, è buono e generoso; la donna con i piedi caprini, sempre bellissima e appariscente, che dopo aver ammaliato lascia immancabilmente una scia di terrore, mistero e distruzione; la fata, buona, solare, disponibile ad aiutare e piccola come un elfo, la quale vola e vive nel bosco; la vecchietta, depositaria di tutta la tradizione orale, che vive da sempre e non invecchia mai ed è l’archetipo dell’inizio di tanti racconti.
 

VALTROMPIA - I saperi della montagna

Nell'ambito di Expo 2015 la Comunità Montana di Valle Trompia prosegue la partecipazione all'evento con altri due appuntamenti promossi dall'Associazione Ecomuseo Valle Trompia. Montagna e Industria.
Per l'occasione l'Associazione Culturale Treatro terrediconfine ha proposto una teatralizzazione lungo il percorso espositivo della mostra dedicata a “I saperi della montagna. La collezione di Costanzo Caim”. Basandosi sulle ricerche condotte da Michela Capra, curatrice della mostra, e su testimonianze più recenti che raccontano di borghi e comunità di montagna trasformatesi radicalmente negli ultimi decenni, alcuni attori in costume hanno accolto il pubblico mettendo in scena una narrazione collettiva spostandosi da un luogo all’altro dello spazio espositivo.
Dal 26 luglio 2015 inoltre è stato possibile visitare l'istallazione "Clinclinì. Suggestioni dal bosco."
 

LE STAGIONI DEI PRATI, con Matteo Bertuetti - 2 agosto 2015 alle 21
Racconto della vita contadina tra boschi, prati e filari di viti. Storie di uomini e donne che dedicarono le loro giornate al raccolto, alla fienagione, alla cura della terra.
VOCI DI MALGA, con Pietro Mazzoldi
Voci di un malghese che ancora prima che il sole sorga è pronto a mungere con cura le sue mucche che gli daranno latte da trasformare in burro e formaggio.
CURATORE DI ERBE, con Michele D'Aquila
Un erborista ripercorre la tradizione della cura dei malanni con le piante trovate nei prati della zona e sulle montagne.
 

CLINCLINì. SUGGESTIONI DAL BOSCO. Narrazioni in audio - dal 26 luglio al 31 ottobre 2015
In un bosco ricreato con la magia del teatro, si ascoltano attraverso le cuffie voci di uomini e donne, che narrano storie, proverbi, filastrocche mentre scorre il video con le fantastiche suggestioni di un luogo incantato.
Video/istallazione: Andrea Gentili e Michele Sabattoli
Voci registrate: FAbrizio Foccoli, Stefania Ghisla, Fabrizia Guerini
In video: Stefania Ghisla, Fabrizia Guerini, Emma Pintossi, Massimo Pintossi

VALTROMPIA - Metallicus, laboratorio di materiali metallici

Metallicus è un laboratorio di manipolazione di materiali metallici proposto dall'Associazione Treatro TerrediConfineper gli alunni della scuola dell'obbligo.
Nella cultura valligiana da sempre si associa il ferro alla fatica, al lavoro della miniera, all’industria metallurgica ed alla fabbricazione di armi. La sua importanza per l’ economia locale ha messo in secondo piano un utilizzo meno legato alla produzione ma più all’evento artistico, come espressione del fermento creativo. Incisori, grandi incisori famosi nel mondo fin dai tempi della Repubblica veneta decoravano le armature, le armi ed oggi la tradizione continua o si è sviluppata nel design industriale degli oggetti domestici. Ma il ferro può essere utilizzato per dar luogo a qualche cosa di irripetibile, frutto della fantasia creativa dell’artista che lo manipola, lo forgia, lo modifica dal suo aspetto primordiale. Diversi artisti del passato e contemporanei lo hanno fatto.
La proposta didattica si compone di laboratori, in uno spazio attrezzato con tavoli-banchi e pannelli esplicativi da allestire in qualsiasi aula scolastica momentaneamente vuota, in cui vengono presentate le metodologie di lavoro di tre artisti che in diversa maniera hanno utilizzato il ferro.
Nella fattispecie dell’artista americano ma francese di adozione Calder e di due artisti bresciani, noti anche a livello internazionale, il nostro conterraneo Vito Piotti e la camuna Franca Ghitti.
Quindi per il primo vengono analizzate le strutture mobili, esposte in diversi musei, come esempio di arte astratta; per la Ghitti l’escursus didattico-creativo elabora il percorso di una mostra tenuta alcuni anni fa in città, a palazzo Martinengo sede dell’Amministrazione provinciale, in cui astrazione e realismo si fondano in un connubio di non difficile lettura; infine per Piotti riferimento didattico-espressivo resta il suo poetico realismo nell’uso della materia.
 

VALTROMPIA - Ravenole, terra di Raveno

Un racconto fantasy di Vittorio Piotti sulle prime tribù della Valtrompia
Lo scultore originario di Lavone di Pezzaze Vittorio Piotti (1935 – 2000) fu molto affascinato dalle figure delle antiche divinità valtrumpline, che volle talvolta rivisitare nelle sue opere in ferro, a fianco dei numerosi animali e fiori di montagna.

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