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BOVEGNO - Il taglio del bosco con mezzi meccanizzati

Diversamente che nella bassa e media Valtrompia, in alta valle permangono alcune attività produttive legate al trattamento forestale e al taglio del bosco, in particolare per lo sfruttamento di legname da opera. Ciò è incentivato dalla coltivazione di specie arboree tipiche delle fasce fitoclimatiche più elevate, come l'abete rosso, oggetto di vere e proprie campagne di piantumazione.

PEZZAZE - La calata della legna col filo palorcio a caduta in Val Cavallina

Laddove il versante montuoso non è servito da strade silvo pastorali, l'esbosco della legna tagliata avviene attraverso la calata della medesima col mezzo del filo palorcio.
Tecnicamente esso consiste nella collocazione longitudinale al pendio di una fune metallica adeguatamente lubrificata lungo la quale scorre liberamente un gancio al quale è appesa la fascina di legna,Mixed element/text selection che scende quindi per la semplice gravità.
I punti fondamentali di azione sono due: il primo, a quota elevata e posto nei pressi del luogo in cui viene tagliata la legna da calare a valle; il secondo nel luogo – prossimo a vie di accesso per mezzi a motore - dove viene raccolta e accatastata la legna in attesa del definitivo trasporto nei magazzini.
Gli addetti operano nei due punti, rispettivamente per l'assemblaggio delle fascine e il loro aggancio alla fune, e per la raccolta e accatastamento della legna calata.
Al fine di attutire l'impatto della legna con la battuta fissa al suolo vengono solitamente posti copertoni.
L'impatto è evidentemente violento e spesso avviene che la fascina si sciolga proiettando pezzi di legna nell'area circostante; è quindi necessario per i lavoranticautelarsi durante la calata traendosi in disparte.
Il processo di calata con filo palorcio comporta diversi provvedimenti di manutenzione e sicurezza del sistema nel suo insieme: in primo luogo il taglio di rami e lo sgombero di ostacoli lungo il percorso della fune, così che la legna calata non incappi in colpi che potrebbero sciogliere la fascina disperdendo la legna lungo il tragitto; in secondo luogo avvertire eventuali passanti del pericolo di caduta. Lungo i sentieri che attraversano il percorso della fune, in suo prossimità, vengono solitamente appesi in bella vista panni o altri mezzi di avviso dei lavori in corso.
Le postazioni di filo palorcio sono solitamente permanenti anche se periodiche in funzione del ciclo di taglio del bosco, tuttavia possono essere presenti impianti utilizzati stabilmente. In località Val Cavallina, nei pressi della
Cascina Cavallina, esiste appunto una di tali postazioni, dove per quasi tutto l'arco dell'anno è possibile assistere alla calata della legna dal soprastante M. Pelato (toponimo riconducibile probabilmente ad un'epoca in cui il taglio del bosco aveva ben altra intensità rispetto ad oggi).
La Val Cavallina è interessata dall'allestimento in loco del "Sentiero dei Carbonai"  e ciò contribuisce a coniugare notizia storica e pratica contemporanea.
 
Scheda redatta da Mauro Abati – Gruppo di storia locale di Polaveno, ass. Versanti.   
 
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