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BOVEGNO e PEZZAZE - Il santuario della Madonna della Misericordia

Nel santuario, che sorge alla Croce di Savenone di Bovegno, viene venerata con particolare devozione la Madonna della Misericordia, miracolosamente apparsa il 22 maggio del 1527 alla contadina Maria Amadini: in quello stesso luogo l’anno seguente la giovane veggente fu sepolta. Subito prese avvio il cantiere del magnifico edificio rinascimentale, opera attribuita ad Agostino da Castello, architetto bresciano ritenuto anche autore del progetto del santuario della Madonna della Stella presso S. Vigilio di Concesio.

BOVEZZO - Santuario di Sant'Onofrio

In posizione di grande pregio, con un panorama che spazia su tutta la bassa valle del Garza sino alla città, sorge l’eremo di S. Onofrio. Situato nel comune di Bovezzo, ma raggiungibile comodamente con una strada carrabile da Lumezzane, il complesso ha origini antiche sebbene venga citato per la prima volta solo nel 1505, quando ormai in rovina; in quell’anno infatti la chiesa con le sue pertinenze è ceduta dalla pieve di Concesio alla parrocchia di Bovezzo il cui parroco sarà promotore della rinascita del piccolo tempio.

GARDONE V.T. - La chiesa e il convento di S. Maria degli Angeli

Santa Maria degli Angeli

L’attuale complesso architettonico di S. Maria degli Angeli si è configurato attraverso ampliamenti e successive demolizioni da un nucleo originario che venne fondato da S. Bernardino da Siena, discepolo di S. Francesco, nella prima metà del 400. Sui terreni donati dalla nobile famiglia degli Avogadro di Zanano, in contrada di Val Cavrera a circa un chilometro dal centro abitato di Gardone V. T., esisteva un rustico, adibito a convento; accanto ad esso fu edificata la primitiva cappella dedicata alla Vergine degli Angeli. Per questo nucleo originario, noto come oratorio di S. Bernardino e oggi inglobato in un’abitazione posta di fronte alla chiesa, vennero adottati con singolare precocità i nuovi canoni rinascimentali; per i successivi corpi, costruiti tra la fine del 400 e il corso del 500, furono seguiti stilemi di derivazione lombardo-romanica, probabilmente per maggiore rispondenza con gli ideali di povertà e semplicità cui tendevano i frati mendicanti dell’Ordine dei Minori Osservanti.

NAVE - La pieve della Madonna Annunciata o di S. Maria della Mitria

Pieve della Mitria
Il magnifico complesso plebano della Mitria sorge, fra campi e vigneti, sulla sponda destra del Garza all’imbocco della valle delle cartiere. Due sono sostanzialmente le ipotesi circa il toponimo della località, tramandato per tradizione popolare: l’una, la più accreditata, lo fa risalire (alludendo al tipico copricapo del vescovo) a una insegna ottocentesca di una locale osteria o comunque a un possibile possedimento vescovile; l’altra al culto solare di origine persiana del dio Mitra, molto diffuso tra i legionari romani e quindi in territorio bresciano durante l’epoca imperiale. Quest’ultima un’ipotesi assai suggestiva, che trova un possibile riscontro nei numerosi ritrovamenti databili al I secolo d.C., tra i quali quello di una stele in pietra di Botticino (ora murata all’interno della chiesa) con una figura virile, forse un Ercole celtico o appunto il dio Mitra. 
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Complesso conventuale di Santa Maria degli Angeli - via San Francesco d'Assisi - 030 8337424  
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