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BOVEGNO e PEZZAZE - Il santuario della Madonna della Misericordia

Alla Madonna della Misericordia vennero attribuiti molti miracoli e guarigioni, come testimoniano diversi registri e documenti conservati nell’archivio parrocchiale della pieve di Bovegno a partire dalla metà del 500, come pure i numerosi ex voto un tempo appesi alle pareti e ora custoditi in vetrine poste all’ingresso e nella sagrestia. 

Poiché molta gente accorreva da ogni luogo a elargire offerte o a prestare il proprio lavoro in quel primo cantiere, ultimato nel 1533, i sacri riti vennero ufficiati inizialmente disponendo solo di un semplice altare provvisorio.

santuario-bovegno-internoL’edificio risulta impostato su uno schema a croce greca, con cupola centrale a spicchi  e bracci voltati a botte. Il braccio che dal portale barocco a frontone curvilineo conduce all’altare maggiore risulta prolungato di una campata e ampliato da due navatelle voltate a botte, in modo da conferire allo spazio centrale, che sorge sul luogo dell’apparizione, uno schema a croce latina a tre navate: l’ideale rinascimentale della pianta centrale, già raggiunto dal progettista nel santuario della Stella, si coniuga in quest’opera con l’esigenza liturgica di un asse prospettico rivolto all’altare maggiore. Tuttavia la facciata, ricostruita tra il 1768 e il 1787 dall’architetto Matteo Gatta, non permette di intuire la complessità dell’interno, né di scorgere (nascosta com’è dal frontone triangolare) la cupola, impostata su un tamburo ottagonale illuminato da occhi circolari alternati e conclusa con una lanterna poligonale. Analogamente le volute che raccordano la campata centrale della facciata (che corrisponde alla volta interna) con le laterali (che corrispondono  alle cappelle minori) impediscono la vista ai volumi esterni della croce greca.

Numerose sono le opere che arricchiscono l’interno del santuario. Importanti tele del 500, del 600 e del 700 (di Tommaso Bona, Francesco Giugno o Zugno, Giovanni Antonio Italiani, Stefano Geroldi), la pala dell’altare maggiore dipinta da Antonio Gandino nel 1610, ma soprattutto una magnifica opera lignea: il bancone per paramenti sacri, custodito nella sagrestia, intagliato probabilmente all’inizio del 700.

 All’esterno, nella facciata principale una notevole scultura seicentesca raffigurante la Madonna della Misericordia (opera dello scultore Antonio Carra il Vecchio da Lugano) sormonta lo specchio o lunetta in marmo nero e pietra di Rezzato del portale maggiore. Il campanile, ultimato nel 1581, termina con una bella cipolla di sensibilità barocca, rivestita da fogli di rame e recentemente restaurata. 

Di epoca coeva o poco più tarda rispetto alla struttura sacra sono probabilmente i corpi adiacenti al  tempio, che presentano a piano terra volte reticolate. Il portico, a lato della chiesa, risale invece al XIX secolo.  In tali locali aveva sede una Scuola o Confraternita particolarmente attiva che raccoglieva offerte, onorava le festività, compiva opere di assistenza e carità cristiana e che contribuì a mantenere viva la devozione al santuario.

Si giunge al Madonna della Misericordia da una via interna punteggiata da santelle: alcune sono dedicate alla Vergine, altre evocano la miracolosa epifania. Il percorso sacro può quindi proseguire lungo una strada bianca diretta alla piccola chiesetta di Eto di Lavone dedicata a S. Nicola, dove la Madonna della Misericordia (invocata anticamente contro le pestilenze) è raffigurata in un affresco rinascimentale mentre con il manto protegge i fedeli e i disciplini.

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Tags: Chiese, Bovegno, Pezzaze

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