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GARDONE V.T. - La chiesa e il convento di S. Maria degli Angeli

I frati francescani operarono a Gardone fino al 1805, quando vennero definitivamente estromessi dal governo francese. Accanto alla particolare venerazione alla Vergine, venne introdotto da quest’ordine conventuale il rito dell’Indulgenza del Perdon d’Assisi che, dopo una sospensione di oltre settant’anni, venne nuovamente riattivato con bolla pontificia nel 1877: ripresero così i pellegrinaggi e la devozione alla chiesa del convento. Si accompagnava generalmente ad esso il rito della Via Crucis, attraverso un percorso scandito da cappelle votive delle quali non si conserva alcuna traccia.

La chiesa di S. Maria degli Angeli, alla quale la popolazione locale riserva ancora particolare devozione, fu progettata (come attesta un atto notarile del 1496) dal noto architetto bresciano Bernardino da Martinengo, presente in Brescia nel cantiere del Palazzo della Loggia, nelle opere al Duomo Vecchio e come progettista del chiostro di S. Faustino.

Lungo il lato nord dell’unica navata, suddivisa in tre campate da archi traversi, si aprono altrettante cappelle poligonali voltate a ombrello, il cui volume è chiaramente visibile all’esterno; l’aula termina con la crociera del presbiterio e quindi con la volta a ombrello dell’abside poligonale.

 Dopo un primo restauro degli affreschi dell’altare maggiore nel 1920, dovuto al pittore Vittorio Trainini, seguì nel 1947 un secondo intervento a opera del pittore Mario Pescadori, volto a consolidare gli affreschi della terza cappella, originariamente adibita a mausoleo della famiglia Avogadro; in essa si conserva il notevole affresco cinquecentesco della Madonna con i santi Rocco e Sebastiano. Tale secondo intervento peraltro portò alla distruzione di decorazioni estremamente significative per la comprensione della storiografia dell’intero programma iconografico.

L’intento di ripristinare l’originaria semplicità fu alla base del restauro del 1972: in quell’occasione vennero eliminati la volta a botte che ricopriva la navata e ambienti secondari aggiunti durante il riutilizzo del convento a caserma, mentre parte dei preziosi arredi, reliquiari e ex voto, che nel corso dei secoli avevano via via arricchito l’interno, furono trasferiti nella parrocchiale. Vennero quindi spostate delle lapidi riemerse durante i lavori, collocato nella prima cappella un magnifico Crocifisso ligneo cinquecentesco e ricomposto con copie fotografiche il celebre polittico del Moretto, disperso in epoca napoleonica tra i musei di Brera a Milano e del Louvre a Parigi; di esso si è conservata la preziosa soasa lignea, mentre i celebri Angeli in volo sono custoditi in parrocchia.

Molto significativi sono gli affreschi: nell’abside la Madonna degli Angeli attribuita al Foppa e un Ecce Homo attribuito a Paolo da Cailina il Giovane; la Flagellazione e la Natività, nella seconda cappella; gli affreschi tardo quattrocenteschi dell’Addolorata e di S. Bernardino da Siena a sinistra dell’arco trionfale. Nella sala che ospitò il refettorio dei frati, alla quale si accede dal chiostro, si può ammirare l’affresco dell’Ultima Cena, datata 1586, e sulla parete sinistra rispetto all’ingresso l’Immacolata tra i santi Francesco e Bernardino del 1646.

L’acquisizione di alcuni locali da parte di privati portò a una prima demolizione di una porzione del chiostro minore, collocato di fronte alla facciata e costruito nel corso del 500 per collegare l’antico oratorio agli edifici successivi. Nel 1947, per l’apertura della adiacente via S. Francesco, malgrado il complesso fosse stato riconosciuto Monumento Nazionale fin dal 1912, vennero demoliti il portico superstite del chiostro minore e un edificio rustico, probabilmente anteriore al convento stesso: un rilievo ottocentesco del perito Domenico Foresti permette di ricostruire l’impianto complessivo del convento prima delle demolizioni. Oltre al portico della facciata della chiesa si è mantenuto il chiostro maggiore, composto da una successione di volte a crociera e archi che poggiano su pilastri in cotto di base ottagonale.

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Tags: Chiese, Gardone V.T.

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