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GARDONE V.T. - La Chiesa e il Convento di S. Maria degli Angeli

L’attuale complesso architettonico di S. Maria degli Angeli si è configurato attraverso ampliamenti e successive demolizioni da un nucleo originario fondato da S.Bernardino da Siena, discepolo di S.Francesco, nella prima metà del ‘400. Questo nucleo originario, noto come Oratorio di S.Bernardino è oggi inglobato in un’abitazione posta di fronte alla Chiesa.
I frati francescani operarono a Gardone fino al 1805, quando vennero definitivamente estromessi dal governo francese. Accanto alla particolare venerazione alla Vergine, venne introdotto da quest’ordine conventuale il rito dell’Indulgenza del Perdon d’Assisi che, dopo una sospensione di oltre settant’anni, venne nuovamente riattivato con bolla pontificia nel 1877: ripresero così i pellegrinaggi e la devozione alla Chiesa del Convento. Si accompagnava generalmente ad esso il rito della Via Crucis, attraverso un percorso scandito da cappelle votive delle quali non si conserva alcuna traccia.
La Chiesa di S. Maria degli Angeli, alla quale la popolazione locale riserva ancora particolare devozione, fu progettata (come attesta un atto notarile del 1496) dal noto architetto bresciano Bernardino da Martinengo, presente in Brescia nel cantiere del Palazzo della Loggia, nelle opere al Duomo Vecchio e come progettista del chiostro di S. Faustino.
Lungo il lato nord dell’unica navata, suddivisa in tre campate da archi traversi, si aprono altrettante cappelle poligonali voltate a ombrello, il cui volume è chiaramente visibile all’esterno; l’aula termina con la crociera del presbiterio e quindi con la volta a ombrello dell’abside poligonale.

Con il restauro del 1972 parte dei preziosi arredi, reliquiari e ex voto, che nel corso dei secoli avevano via via arricchito l’interno, furono trasferiti nella parrocchiale. Vennero quindi spostate delle lapidi riemerse durante i lavori, collocato nella prima cappella un magnifico Crocifisso ligneo cinquecentesco e ricomposto con copie fotografiche il celebre polittico del Moretto, disperso in epoca napoleonica.
Nella sala che ospitò il refettorio dei frati, alla quale si accede dal chiostro, si può ammirare l’affresco dell’Ultima Cena, datata 1586, e sulla parete sinistra rispetto all’ingresso l’Immacolata tra i santi Francesco e Bernardino del 1646. 
L’acquisizione di alcuni locali da parte di privati portò a una prima demolizione di una porzione del chiostro minore, collocato di fronte alla facciata e costruito nel corso del ‘500 per collegare l’antico oratorio agli edifici successivi. Nel 1947, per l’apertura della adiacente via S. Francesco, malgrado il complesso fosse stato riconosciuto Monumento Nazionale fin dal 1912, vennero demoliti il portico superstite del chiostro minore e un edificio rustico, probabilmente anteriore al convento stesso Oltre al portico della facciata della Chiesa si è mantenuto il chiostro maggiore, composto da una successione di volte a crociera e archi che poggiano su pilastri in cotto di base ottagonale.
 

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