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TAVERNOLE - Le Rogazioni a Cimmo

Come in tutti i paesi che nell’agricoltura trovavano il principale sostentamento, anche a Cimmo non potevano mancare le Rogazioni, tuttora ricordate dagli anziani. Evoluzione sincretica degli antichi riti agrari di lustrazione, le Rogazioni erano liturgie penitenziali di preghiera e di rendimento di grazie, celebrate nella stagione primaverile esclusivamente in latino per auspicare la fertilità dei campi, la protezione dalle calamità e dai pericoli, il sostegno nel lavoro e nelle buone azioni.
Le devotissime processioni delle Rogazioni componevano un periplo seguendo precisi itinerari: dalla chiesa muovevano verso l’esterno del paese, attraversavano i campi e si spingevano sino ai confini territoriali. Venivano recitate le suppliche litaniche e si sostava in preghiera davanti alle santelle; il sacerdote, indossando il piviale, guidava il corteo e benediva campi e cascine.
Circa le Rogazioni e le altre costumanze religiose, l’Archivio parrocchiale di Cimmo consegna un documento dirimente: si tratta di un registro non datato, il cui lessico rimanda verosimilmente alla seconda metà del XVIII secolo. Titolato Obblighi, consuetudini e costumanze che si praticano nella Parochiale di Cimmo, riporta anche le deliberazioni, dal 1731 al 1739, relative all’ampliamento della Parrocchiale. Sulle Rogazioni Minori il medesimo documento così riferisce: Nè trè giorni delle Rogazioni si fa l’ufficio dè Morti per la Comunità, poi si fa la Processione, e dalla Carità Grande si contribuisce la limosina.Il primo giorno andando per la strada Comune alla Contrata Superiore [abitato di Cimmo], e per la banda di Carè si va sino a Frassen, poi si volta giù passado per la Moronella, e ritornando alla Chiesa per la strada di Missone facendo diverse benedizioni della campagna per strada ad libitum. Il secondo giorno andando per la medesima strada alla Contrata Superiore, si passa da Algeri, e andando per la strada della Valle sino al Santello di Cereto si descende dalla Pozzetta nella strada inferiore, e per quella si viene a Missone, poi alla Chiesa. Il terzo giorno si va al Molino voltando giù da Missone, come nel giorno di S. Marco, e si viene alla Chiesa, dove compite le preci, si dice in tutti i tre giorni la Messa delle Rogazioni more conventuali, finita la quale si fa l’Assoluzione dè Defonti col Libera me Domine e si benedice il pane, e il vino, e dalla Comunità si distribuisce: dandone al Parroco tre parti, alli Sacerdoti due parti, agl’altri una parte eguale.
È interessante segnalare che presso il menzionato “Santello di Cereto”, appunto in località Heret adiacente al Prat Pihi, v’era il “campo della peste”: si tramanda infatti che quello fosse, nella terribile epidemia del 1630, il luogo della pietosa sepoltura. Oggi vi troviamo una santella mariana e la memoria popolare riferisce che la mulattiera di collegamento fra le località Moronela e Heret sia stata tracciata proprio per consentire il trasporto dei morti di peste. I percorsi rogazionali, così dettagliati dalle istruzioni settecentesche, subirono nel tempo modificazioni e ridimensionamenti.
Le testimonianze raccolte informano che sino all’inizio degli anni Trenta del secolo scorso le Rogazioni Minori si svolgevano lungo i seguenti itinerari.
Primo giorno. Dalla Parrocchiale si andava al cimitero, si saliva in località Prego e si proseguiva sino a Prat del Medel. Entrati nell’abitato di Cimmo si sostava alla chiesa di San Rocco per poi scendere lungo via del Molino e imboccare la strada per Missone con tappa alla santella dei Ganzola, chiamata della Caria e dedicata all’Angelo Custode. Dopo un’ultima sosta, alla santella mariana dei Pelizzari nella piazzetta di Missone, si rientrava in Parrocchiale.
Secondo giorno. Dalla Parrocchiale si saliva in Prego e, percorso il sentiero prossimo al solco irriguo Holch, si sostava alla santella mariana dei Brioni Bresciani arrivando poi al mulino di Cimmo. Si proseguiva per la Moronela e per Algere, quindi si scendeva dal Crecol e si prendeva il sentiero per i Ruch. Passato il prato Bilidine, dai Coregn si giungeva alla santella della Caria e a Missone, per tornare infine alla Parrocchiale.
Terzo giorno. Dalla Parrocchiale si andava a Missone con sosta alla santella mariana dei Pelizzari, quindi si scendeva lungo la mulattiera per Tavernole sino alla santella dei “Fiorentine” Pelizzari per arrivare alle cascine Re, proprietà degli Antichi Originari, Barbicoi e Re dei Pehtole. Si saliva riprendendo la mulattiera di collegamento a Tavernole e si passava dalle cascine Re dei Lanzani, Ardarolo e Fronde dei Roch, quindi si raggiungeva il cimitero e si rientrava in San Calocero.
Don Giacomo Zerneri modificò ulteriormente i percorsi delle Rogazioni Minori, rimasti immutati sino alla fine degli anni Sessanta con parroco don Bortolo Fuoco, ultimo celebrante.
Grazie ancora alle preziose testimonianze dei cimmesi possiamo precisarne i tracciati.
Primo giorno. Dopo la Santa Messa in Parrocchiale si andava al cimitero, quindi si saliva in località Prego. Passata la santella Brioni Bresciani, eretta nel 1925 e ricostruita in anni recenti dalla famiglia Bregoli Saleri, si arrivava al mulino di Cimmo e poi s’imboccava la mulattiera per Missone, tornando infine alla Parrocchiale.
Secondo giorno. Dalla Parrocchiale si saliva a Cimmo percorrendo la via dela Ceda, la via della Chiesa, e si arrivava alla santella della Moronela. Si scendeva poi lungo via del Molino proseguendo per Missone e quindi per la Parrocchiale.
Terzo giorno. Dalla Parrocchiale si andava a Missone con sosta alla santella mariana dei Pelizzari e poi a quella dei “Fiorentine”. Raggiunta la cascina Re, si saliva lungo il sentiero che attraversava il prato della cascina dela Ceda, appartenente al beneficio parrocchiale, per arrivare in San Calocero.

 

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