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VILLA CARCINA - La località Sella dell’Oca

La località Sella dell'Oca si trova sul crinale che divide la Valle Trompia (Comune di Villa Carcina) dalla Franciacorta (Comune di Gussago). Il curioso toponimo può essere inteso come l’italianizzazione del toponimo "Saöga" o "Saöghe", piuttosto ricorrente sul territorio bresciano. Lo storico Paolo Guerrini vi intravede una derivazione da "zenodochio", antica espressione per "ospizio", luogo di ospitalità per i viandanti. Altri studiosi lo riconducono invece all'antico termine germanico "joch", con quale solitamente si indica un valico; sotto questa luce si riesce a mettere in relazione la località gussaghese con la vicina Magnoli (comune di Brione), che in effetti costituisce punto di passaggio tra la media Valle Trompia, la Franciacorta e Brione, probabilmente frequentato già in epoca molto antica.
Territorialmente la località Sella dell’Oca si trova a Gussago, ma la sua storia si lega strettamente alla Valle Trompia. Innanzi tutto, lì si trova una grande villa risalente alla seconda metà dell’’800 e commissionata da Federico Bagozzi, un imprenditore di Cogozzo (frazione di Villa Carcina) il quale, avvantaggiato dal legame con Giuseppe Zanardelli, fu consigliere provinciale a Brescia ed ebbe commissioni in molte zone d'Italia. Lo stesso Zanardelli era ospite assiduo alla villa, soprattutto in occasione degli spiedi autunnali. L’abitazione è di modesta architettura ma è dotata di un cortile con due torrette che la nobilitano. Attorno sono visibili tracce di vecchie tese per l'uccellagione, tra cui si possono ammirare soprattutto i carpini sul lato nord e il bosco di betulle verso sud, sistemi arborei in grado di donare colorazioni veramente caratteristiche a seconda della stagione.
Ma la località Sella dell’Oca conserva anche preziose memorie delle Resistenza, poiché i due partigiani Mario Bernardelli e Giuseppe Zatti furono proprio qui uccisi. Ecco i fatti. La squadra della 122ma Brigata Garibaldi in cui i due giovani militavano era accampata in località Camaldoli, poco sopra Gussago, quando fu sorpresa da un attacco fascista; esaurite tutte le munizioni durante il combattimento, la squadra fu costretta a disperdersi, lasciandosi alle spalle un morto, un ferito e tre prigionieri, tra cui Bernardelli e Zatti. Per qualche giorno i due furono sottoposti a violenti interrogatori e, poiché non rivelarono nulla, vennero infine portati a bastonate alla Sella dell'Oca, dove furono poi uccisi.
Ogni anno, verso la fine di ottobre (occasione in cui gli attuali proprietari della villa consentono ai passanti di avvicinarsi), si svolge una commemorazione in memoria dei tragici eventi.

 

 
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